Category Archives: Gestione & Controllo

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Dal Taglio dei Costi alla Gestione dei Costi. Ma l’ Activity Based Costing A.B.C. è ancora valido?

Ma cosa è successo in questi ultimi anni, nei quali si è voluto disperatamente ricercare quei possibili costi da tagliare per poter sopravvivere?

problema-basi-riparto-e-allocazionePrima della grande crisi mi è capitato spesso di incontrare persone ostinate nel voler trovare ad ogni costo l’esatto centesimo di costo imputabile al prodotto, al processo, e così via… e giù con i conflitti, creati ad arte e non..

 

 

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Durante la grande crisi ho incontrato consulenti che affannosamente tagliavano costi e che avrebbero portato comunque l’azienda alla chiusura, e sicuramente in un modo molto peggiore rispetto al non tagliarli… o gestirli in modo diverso…

 

Ed ora che ne stiamo uscendo?

Non esiste un metodo valido per tutte le stagioni e per tutti i gusti.

Quando, ad esempio, l’unica finalità è quella di determinare il costo “vero” completo di prodotto a livello unitario e si entra nella logica del calcolo del costo pieno di prodotto (Full costing), di validissima utilità, i limiti di arbitrarietà e soggettività sono già stati ampiamente dimostrati dalle esperienze e dalla letteratura dedicata al calcolo dei costi.

abm-componentsQuindi, ormai da diverso tempo, alle tecniche tradizionalmente conosciute, si è affiancata la contabilità basata sulle attività (Activity Based Accounting), o meglio denominata “Contabilità Direzionale basata sulle Attività (Activity Based Management Accounting) – A.B.M.A.

 

Peccato però che l’obiettivo inizialmente proposto da molti dei sostenitori di quest’approccio era quello di calcolare il costo “vero” unitario di prodotto, tant’è che la denominazione con la quale inizialmente si è diffuso quest’approccio è stata Activity Based Costing – A.B.C.

 

smile-felice-okA.B.M.A. ha diversi pregi, ma anche alcuni limiti. In particolare questi ultimi non possono essere trascurati, l’importante però è

ESSERE D’ACCORDO SULLE FINALITA’ E GLI OBIETTIVI: Non si cerca di determinare il costo “vero” del prodotto andando ad individuare delle relazioni assai deboli o di difficile oggettiva determinazione, ma ci si “accontenta” del costo per attività.

Si supera così il limite dell’ABC quando lo si voglia applicare al prodotto.

 

MA AL DI LÀ DELLE PURE DEFINIZIONI DEL “TITOLO DI UN METODO” PIUTTOSTO CHE UN ALTRO, mi piace riportare una citazione che riguarda lo SCOPO del Metodo:

– “Scopo dell’ABC è quello di auto-analizzarsiponendosi domande sulla propria produttività: e cioè quali attività coinvolgono ogni dipendente, quanto costano in termini di tempo, denaro e risorse umane, quali sono produttive e quali no, quali sono necessarie anche se non direttamente produttive, e quali siano una semplice perdita di tempo.” –

-“ L’ABC porta anzitutto a controllare i costi, per arrivare a gestirli in modo dinamico e finalizzato a seguire razionalmente l’andamento del mercato e del valore che il mercato attribuisce al prodotto o servizio che si desidera vendere.” –

Quindi L’ATTENZIONE GIUSTA è quella di essere RIVOLTA AL MERCATO, o meglio al VALORE CHE IL MERCATO ATTRIBUISCE al nostro prodotto o servizio e RIVOLTA ANCHE ALL’INTERNO DELL’AZIENDA, tecnicamente dividendo le attività aziendali a valore aggiunto da quelle “senza valore aggiunto”, le attività aziendali primarie e secondarie, e infine le attività aziendali necessarie e discrezionali.

Per informazioni e consulenza gratuita compila il form.   doppio-smile-ok

 

 


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Nel Controllo di Gestione indossa tutti i cappelli, e la vita ti sorriderà …

E tu, che cappello indossi? Vediamo un po’… ti faccio qualche domanda…

– Guardi sempre quali sono i rischi e quali sono i problemi? Nulla di negativo. Magari stai soltanto cercando di evitare che un progetto possa andare male?

– Guardi ai fatti, quali sono i numeri, e le informazioni? È giusto, cerchi di assumere una posizione neutra, sono i fatti che contano!

Bene, nel primo caso stai usando un cappello nero quello dell’avvocato del diavolo, e nel secondo il cappello bianco appunto della neutralità. Questo secondo gli studi di Edward De Bono uno dei più grandi ricercatori di innovazione nel mondo.

Davvero?? … Eh sì! …

Già sappiamo che di questi due aspetti ne facciamo una ragione di alta professionalità, giusto?

Bianco o Nero, quindi? Bel dilemma…

A quanti è capitato di sentirsi dire “ma tu vedi tutto nero”? Oppure voi stessi vi siete quasi giustificati dicendo “scusate, ma ora devo fare la parte dell’avvocato del diavolo…”

Sappiamo che in azienda spesso bisogna saper gestire le emozioni dei colleghi. C’è chi si fa prendere dai sogni, chi dalla rabbia, chi dalla creatività che ci sembra fine a sé stessa, e poi tutti vogliono portare il proprio risultato “a casa”.

Sappiamo anche che occorrono dati oggettivi, neutralità, capacità di visione dei rischi per provare ad ammortizzarli.

De Bono ha scritto una grande bibliografia nella quale ha sviscerato i meandri della mente umana, il suo lavoro è quello di aiutare le aziende ad innovare i propri prodotti, servizi, processi produttivi e tanto altro.

Vogliamo utilizzare le sue ricerche in modo pratico?

La mente è una matassa veramente aggrovigliata di pensieri, idee e sensazioni, un miscuglio di conscio e inconscio. Il cervello se spazia da un argomento all’altro senza logica non riesce a concentrarsi, quindi se correttamente indirizzato potrebbe rendere molto di più.

Sappiamo per esperienza che facendo una cosa per volta abbiamo i migliori risultati: lo stesso principio vale quando si deve pensare a come risolvere un problema. Il trucco, quindi, sta tutto nel costringere la mente a fare una cosa per volta.

Senza fare il guru parlando di pensiero laterale, parallelo o altri termini coniati dallo stesso De Bono, puoi aiutare gli altri, e aiutarti, a seguire un filo logico comune. Insieme scoprirete che ci può essere un metodo per arrivare ad un risultato che troverà la condivisione di tutti.

In una riunione a due o con più colleghi con l’empatia, ma anche da solo mentre analizzi un problema.

In che cosa consiste il metodo? Semplice: analizzare il problema da sei prospettive diverse (dette cappelli), una alla volta, per non creare confusione. I cappelli sono i seguenti, e vanno utilizzati in questo ordine: blu, bianco, rosso, verde, nero, giallo, infine si torna al cappello blu.

sei-cappelli-per-pensare

1° – Immagina di mettere sulla testa un Cappello Blu: Quadro generale, organizzare, pianificare;

2° – Bianco: Dati oggettivi, raccolta, documentazione;

3° – Rosso: Emozioni e sensazioni, entusiasmo… e se riconoscete anche irritazione, simpatia, antipatia non fa nulla, tenetele da una parte;

4° – Verde: Creatività, idee nuove, iniziative, suggerimenti;

5° – Nero: Aspetti negativi, avvocato del diavolo, perché la cosa potrebbe andare male?

6° – Giallo: Pensiero positivo, contrario del cappello nero, perché la cosa può andare bene, è in questa fase che si trovano le soluzioni ai problemi;

7 torna al Cappello Blu: Riassunto, tira le somme, riguarda quello che hai scritto fino a questo punto e prendi, o prendete, le soluzioni; guarda quali sono quelle applicabili (tanti punti a favore e pochi a sfavore), screma quello che non ti serve. Adesso avrai una lista di alcune idee che dopo un’attenta analisi sono risultate essere le migliori, quindi non ti resta altro da fare che creare un piano d’azione per metterle in pratica.

Provate, e fatemi sapere… c’è dentro anche un po’ di divertimento, vedrete che funziona!!

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